sabato 6 giugno 2009

DAY 1: …Landed !

Miami, 05 giugno 2009


Miami ci ha dato subito un suo personale “benvenuti” che ancora non sappiamo se valutare positivamente o negativamente.
Avvicinandoci all’aeroporto abbiamo subi
to notato che fuori il clima non era con noi: infatti pioveva e il cielo non lasciava sperare nulla di buono per le prossime ore e anche l’atterraggio è stato un po’ movimentato a causa della pista resa viscida dalla pioggia.
Una volta a terra sbrighiamo piuttosto velocemente le prat
iche d’ingresso, tranne Maxpiz: l’ufficiale all’Immigrazione era convinto che Max volesse rimanere negli States e non far ritorno in Italia !!! *
Dopo aver perso un’ora a spiegare che Max non aveva voglia di fare il clandestino in America, scopriamo pure che la valigia di Michele è arrivata rotta mentre quella di Paola non è arrivata proprio !
Per chi come me ha provato cosa vuol dire iniziare la vacanza senza la valigia, capirà bene come si senta adesso lei. Ci hanno fatto sapere che la riceverà a Ocho Rios in Jamaica quando vi attraccheremo con la nave…tra
3 giorni.


Forse vi chiederete cosa ci lascia il dubbio nel giudicare il “benvenuto” positivo o non, giusto ?
Beh, siamo stati l’ultimo aereo ad atterrare perché poi è venuto giù un temporale come non vedevo da tanto e hanno chiuso l’aeroporto !

Una volta in hotel, l’Holiday Inn Port of Miami, ci rilassiamo un’oretta e poi subito fuori a prender confidenza con la zona e in particolare con il Bayside MarketPlace proprio di fronte l’hotel.


Il cielo che alterna lampi e tuoni a qualche goccia di pioggia sommato al fuso orario che comincia a farsi sentire, ci suggeriscono di fare ben presto rientro all’Holiday Inn.


Domani c’è l’imbarco sulla Carnival Destiny e confidiamo di trovare un clima più consono ad una vacanza in Florida e dintorni…

* Questo sì che ha l’occhio lungo ! …però dargli del probabile clandestino…

giovedì 4 giugno 2009

Presentazione viaggio: FLORIDA 2009

Trieste, 04 giugno 2009

Siamo ormai agli sgoccioli.
Mancano poche ore e mi ritroverò pronto ad imbarcarmi sul volo Iberia che mi porterà das Venezia a Miami. Quest'anno avrò il piacere di avere con me Maxpiz, Paola & Massimo e Sabrina & Michele.
Un gruppo allargato, fatto insolito questo per me e proprio per questo aggiunge l'interesse a scoprire i vari aspetti della "convivenza" tra 6 persone, vedere come ci amalgamiamo, come riusciamo a combinare gli interessi e le esigenze di tutti...sarà un'esperienza sociale all'interno del viaggio.

Quest'anno ho "abbandonato" il mio migliore amico Luca: la maggior parte dei viaggi all'estero li ho sempre fatti con lui e in realtà mi fa un pò strano partire e lasciarlo qui...nella sua afosa estate lombarda.
Ma so già che mi perdonerà...anche perchè gli porterò tanti di quei magneti per il suo frigo che non potrà non perdonarmi !

Veniamo al viaggio. Quest'anno la scelta è caduta sulla Florida, estrema propagine a sud-est degli Stati Uniti; faremo un giro che da Miami ci porterà fino a Cape Canaveral poi di nuovo giù per accarezzare (!) da vicino gli alligatori dell'Everglades National Park. Dopo l'Everglades ci spingereno ancora più a Sud per raggiungere Key West.

Ma ecco qui una mappa dove trovare maggiori dettagli sul giro che faremo:



Visualizza Florida 2009 in una mappa di dimensioni maggiori

Durante questo viaggio ci saranno delle chicche, peraltro già intuibili dalla mappa qui sopra...ma continuate a seguire il Blog per scoprire assieme a noi qualche angolo di Florida!

Fede


P.S.: Potrete seguire la progressione del viaggio anche collegandovi al Blog di MaxPiz

sabato 21 febbraio 2009

Riserva Naturale dell'Isola della Cona

Foce dell'Isonzo, 15 febbraio 2008



Non avrei mai immaginato che una Riserva Naturale così vicina a dove vivo mi potesse affascinare così tanto.
In realtà spesso si puntano mete lontane trascurando quanto di bello si ha vicino.

L’idea di questa gitarella è nata al mio amico Maxpiz per approfittare della bella giornata e fare qualche esercizio fotografico.

Raggiunto con qualche difficoltà l’ingresso della Riserva Naturale alla foce del fiume Isonzo, ho avuto subito la sensazione che questo fosse un posto che mi avrebbe catturato, vista anche la mia predilezione per i paesaggi e i luoghi dove la Natura recita da protagonista.

La Riserva Naturale dell’Isola della Cona è un Parco dove ci si dedica maggiormente al birdwatching; attività questa che offre ottime opportunità per chi ama la fotografia. Difatti basta scegliere uno dei vari sentieri offerti e ci si trova subito immersi nella Natura e la colonna sonora dominante è lo starnazzare delle anatre o il cinguettio di qualche uccello.
Ogni percorso porta ad una stazione di osservazione nei principali punti panoramici anche se non mancano lungo i sentieri delle piccole casette, perfettamente integrate nell’ambiente, da dove si possono osservare gli animali senza che essi si accorgano della nostra presenza.

All’alba di ogni giorno si può assistere al volo di quasi 1000 oche che lasciano la Riserva per farvi ritorno tutte assieme al tramonto…e se lo avessimo saputo prima anche noi, forse non avremmo risposto sarcasticamente “sì, sì tra 10-15 minuti hanno detto che sono qui” alla domanda della comitiva che ci ha chiesto “è qui che arrivano le oche?”.
Lo abbiamo scoperto mentre ritornavamo indietro per il sentiero e delle tante persone che c’erano, nessuno camminava nella nostra stessa direzione.

Per non fare la nostra stessa figura, informatevi qui: www.isoladellacona.it



mercoledì 21 gennaio 2009

"Yes, HE can !"

Dopo Bush padre, Bill Clinton e George W.Bush, questa di Barack Obama è la quarta elezione del Presidente degli Stati Uniti alla quale assisto con un pò di cognizione del suo significato.
Quello che mi ha colpito e che mi ha spinto a dedicare uno spazio su questo blog è stata la mia partecipazione a tutta questa campagna elettorale, manco fossi "americano"!

E' che in Obama vedo il Presidente, la "guida" che vorrei per il mio Paese, l'Italia.

Dietro quel suo slogan "Yes, we can !" mi sembra di vedere veramente una svolta, un nuovo modo di fare politica e quindi di guidare un Paese. Non so se il fatto che sia un Presidente di colore possa condizionare e alimentare questa sensazione di cambiamento o è soltanto l'idea di una persona semplice, meno "politica" e più umana.
Da una persona come Obama, se sarà bravo a mettere in pratica i suoi programmi e se lo lasceranno lavorare, potremmo trarne vantaggio anche noi distanti un Oceano dall'America. Se Obama sarà capace di risollevare l'economia americana allora i benefici si sentiranno anche in Europa e non solo...se lo lasceranno lavorare.

Come modi di fare e per alcuni "buoni propositi", mi ricorda la figura di J.F.Kennedy, che ho solo avuto modo di vedere e ascoltare a distanza di 30 anni.
Ad Obama auguro miglior fortuna.


giovedì 27 novembre 2008

La crisi politica in Thailandia

In questi giorni se ne sono sentite di tutti i tipi, perlopiù da chi non si informa con chiarezza prima di sparare giudizi su popolazioni, società e i loro modi di agire.
Scrivo questo articolo per difendere un Paese a me molto caro, una mia seconda casa, un Paese e delle genti come se ne trovano poche.
Prima però un quadro della situazione in Thailandia.

La crisi politica thailandese non è un qualcosa che è nato dieci giorni fa, anzi, è "vecchia" di circa 2 anni. Nel 2006 il Premier Thaksin Shinawatra era stato deposto con un golpe militare pacifico in quanto accusato di frode fiscale milionaria e corruzione. Per evitare i processi Thaksin è fuggito in Gran Bretagna.
A dicembre dello stesso anno si indicono nuove elezioni dalle quali, non senza dubbi e polemiche, risulta vincitore tale Samak Sundaravej della stessa fazione di Thaksin e considerato essere solamente un portavoce dell'ex-premier in esilio.
Con lo scopo di indurre Samak alle dimissioni, ad agosto 2008 iniziano le prime manifestazioni anti-governative promosse dal PAD (Alleanza del Popolo per la Democrazia), movimento filo-monarchico e sostenuto anche dalle forze militari; Samak tenta di cambiare una legge che eviterebbe le condanne a Thaksin e in seguito a questo i manifestanti arrivano al punto di occupare il Parlamento e gli aeroporti di maggior interesse internazionale.
Nonostante tutto, il Governo non si dimette e non può placare i manifestanti con la forza in quanto non ha l'appoggio dell'esercito...le manifestazioni crescono generando alcuni scontri tra le fazioni pro e contro Samak.
A inizio settembre la Corte Costituzionale depone Samak in quanto il Premier aveva partecipato ad un programma tv percependo un compenso, cosa vietata dalla legge thailandese. Finalmente i manifestanti si placano e ritorna un pò di normalità. Una settimana dopo viene eletto nuovo Premier Somchai Wongsawat, cognato di Thaksin.
A questo punto anche i sindacati si uniscono ai manifestanti del PAD che si sentono presi in giro dalla nomina di Somchai e minacciano sciopero ad oltranza se il Governo non si dimetterà. Al momento risultano essere occupati il Parlamento e il nuovo Suvarnabhumi International Airport di Bangkok.

Ora, guardiamo la foto allegata e leggiamo i cartelli: "Sorry, we protest - Thaksin Corruption". Sono i cartelli che hanno esposto all'aeroporto Suvarnabhumi per scusarsi con i turisti che inevitabilmente hanno sofferto degli effetti negativi del blocco dello scalo. Cioè, loro protestano per un loro sacrosanto ed importantissimo diritto e pure si scusano per i disagi ???
Ma in quale altro frangente si è mai vista una simile correttezza e rispetto verso gli altri ?
La comunità internazionale però ha dato più risalto al fatto che 4000 turisti sono bloccati in aeroporto anzichè risaltare i gravi motivi per i quali la gente protesta e perchè protesta bloccando lo scalo di Bangkok.
I rappresentanti del PAD bloccano lo scalo della capitale in quanto rappresenta il più importante Hub internazionale del Sud-Est Asiatico e l'indotto generato dal flusso di turisti in transito o con destinazione finale Thailandia è tale da rallentare fortemente l'economia di un Paese il cui PIL è generato maggiormente dal settore terziario turistico.
E' più importante che i 4000 turisti occidentali possano fare le loro beate vacanze senza alcun intoppo o forse è più importante che un Paese di quasi 65 milioni di persone possa continuare la sua crescita e il suo sviluppo economico e sociale senza lasciare le proprie risorse in pasto a governanti corrotti che pensano solo ai propri interessi ?
Invece di ammirare la determinazione di un popolo che nella sua storia non si è mai fatto colonizzare e che anche ai giorni nostri è pronto a combattere per i suoi diritti, noi preferiamo criticare e pensare ai poveri turisti bloccati in aeroporto...
...e se invece prendessimo ad esempio i thailandesi e non scendessimo anche noi in piazza per fare un pò di pulizia ? Che mi pare da noi non mancano personaggi come Thaksin...

Pho Rak Muang-Thai